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.: TURISMO
 Le Alpi hanno una nettissima vocazione turistica. Già nel XIX secolo gli Inglesi esaltavano il concetto di Alpi come playground of Europe (v. Alpinismo). Una speciale importanza per le Alpi ha il turismo associato agli sport invernali, ma anche il turismo degli amanti delle escursioni e delle arrampicate. Per molte comunità alpine il turismo è diventato praticamente l'unica fonte di reddito (a scapito delle attività tradizionali, relegate a un ruolo marginale). Gli ambientalisti e una parte degli abitanti locali temono però sempre maggiormente i danni che il turismo di massa può arrecare e invocano sempre più spesso dei limiti all'utilizzo turistico delle Alpi. Ad esempio, vengono costruite sempre più vie di comunicazione attraverso le montagne, vengono alterate le strutture dei villaggi, aumentano i rifiuti da smaltire. D'altra parte, lo sviluppo delle infrastrutture turistiche ha già toccato in diverse vallate il suo limite perché la superficie utile è limitata da pericoli naturali (valanghe, frane ecc.). Alcune tragiche disgrazie negli ultimi anni (ad es. a Galtür (Tirolo)) nel Febbraio 1999 hanno evidenziato questa problematica. Il turismo itinerante rappresenta invece un esempio di turismo ecologicamente sostenibile ("turismo dolce"), in particolar modo se riscopre vallate semi-abbandonate e minacciate dall'emigrazione, contribuendo ad assicurare una fonte di introiti per le popolazioni originarie. Questo tipo di turismo viene pubblicizzato in maniera esemplare dalla Grande Traversata delle Alpi in Piemonte.
  La Grande Traversata delle Alpi (GTA) è un itinerario escursionistico che unisce tutto l'arco alpino occidentale. È nato ispirato dall'esperienza francese del Grande Traversèe des Alpes verso la fine degli anni Settanta. Il percorso è suddiviso in tappe della durata da cinque a otto ore di marcia, solitamente alla fine di ogni tappa vi è una struttura ricettiva convenzionata GTA o un rifugio del Club Alpino Italiano: il posto tappa GTA. Il sentiero si snoda dai monti di Domodossola fino alle alpi liguri ed è marcato con un segno a tre bande Rosso-Bianco-Rosso con la scritta GTA nel centro.
  La varietà paesaggistica, le bellezze culturali e le particolari condizioni climatiche sono prerequisiti ottimali per l'utilizzo turistico delle Alpi, poiché permettono offerte differenziate per i diversi interessi turistici (ad es. turismo di relax, attivo, di cura, culturale ecc.). In estate sono possibili soggiorni riposanti o energizzanti (trekking, passeggiate, turismo balneare sui laghi), e soprattutto la vacanza sportiva nella sua forma più elevata, l'Alpinismo. Questa è stata anche l'attività che ha inaugurato lo sviluppo turistico delle Alpi. In particolar modo fu il turismo inglese a lasciare un'impronta decisiva al termine del XIX secolo. Già all'epoca vennero organizzati dall'inglese Thomas Cook dei viaggi di massa dalla Gran Bretagna verso le Alpi. In inverno le Alpi sono un'attrattiva mondiale per gli sport invernali, fra i quali domina lo sci nelle sue diverse evoluzioni e varianti. Negli ultimi decenni il turismo invernale ha però ceduto il passo alla sua variante estiva in numerose aree della catena montuosa.
  Attraverso il turismo di massa si creano posti di lavoro e introiti a livello regionale, e si può ridurre lo spopolamento delle aree montane. Il turismo alpino è però spesso concentrato solo in determinati territori, città o paesi. Nei grandi territori privi di turismo di massa l'emigrazione è infatti tuttora rilevante. Spesso si incontrano a breve distanza aree di grande sfruttamento e "terre di nessuno", almeno a livello turistico. Questo fenomeno si riscontra prevalentemente nelle Alpi italiane, anche a causa della loro estensione. Le popolazioni alpine sono ormai fortemente dipendenti dal turismo di massa. A questo fenomeno si sottomettono spesso intere aree del vivere civile, e talvolta le identità o le particolarità regionali si riducono a semplici cliché. Inoltre le condizioni di lavoro legate al turismo offrono spesso prospettive limitate e non interessanti (orari di lavoro estremamente flessibili, compensi ridotti, elevata stagionalità). I lavoratori che non vogliono o non possono sottostare a queste condizioni trovano soltanto le alternative dell'emigrazione o del pendolarismo. L'intensivo turismo di massa ha portato anche problemi ecologici, come inquinamento, problemi di smaltimento dei rifiuti, incremento del traffico stradale e "inquinamento estetico", ad esempio a causa di strutture altamente tecnologiche come le funivie, che hanno un notevole impatto ambientale.
Gressoney Saint Jean
  In una vasta piana ricca di alberi, sorge la località di Gressoney Saint Jean. Il suo comprensorio, appartenente a quello del Monterosa Ski, offre allo sciatore quattro moderni impianti e piste adatte ad ogni esigenza. La zona è inoltre collegata a Gressoney La Trinitè, a Champorcher ed al comprensorio del Monterosa Ski con dei comodi ski-bus, che in poco tempo, condurranno l'ospite sulle altre piste. Gli amanti del fondo, invece, potranno fare affidamento sulle piste della località, sempre ottimamente preparate. In estate tutto è altrettanto bello, circondato dalla natura, il turista potrà trascorrere le sue vacanza in pieno relax. Valgrisenche Stretta fra il gruppo del Rutor, la Grande Sassière e la ValgrisencheGrande Rousse, la Valgrisenche è conosciuta come la più nevosa fra le valli laterali della Valle d'Aosta. Le basse temperature dei mesi invernali e primaverili fanno sì che qui la neve si mantenga a lungo polverosa. Il capoluogo della valle, Valgrisenche, dispone di un comprensorio sciistico di otto chilometri adatte a sciatori principianti per la loro conformazione dolce. Per lo sciatore più ardito, tuttavia, vi è la possibilità praticare lo sci alpinismo su ottimi percorsi e l'eliski, con il supporto di ottime guide. Valgrisenche dispone anche di un buon anello per la pratica dello sci di fondo, immerso nelle foreste di conifere che circondano la località e caratteristiche della valle. Per l'ospite in cerca di cultura e tradizione, è aperto la Mostra permanente del "draps": tessuti pregiati fatti a mano su antichi telai in legno. In estate, Valgrisenche, trova la massima bellezza grazie al panorama suggestivo di cui dispone la sua valle. Un antico detto riporta che "A valgrisenche non si arriva ne dalla terra ne dal mare ma per rocce e pietre"
Limone Piemonte
  L'origine di Limone, come stazione invernale, è singolare: nel 1909 i fratelli norvegesi Harald e Trigwe Smith stupirono i valligiani allestendo una sorta di trampolino, dal quale prendevano il volo tra lo sconcerto di chi accorreva ad ammirarli. L'episodio ha fatto sì che tale località venga considerata la prima stazione sciistica italiana, anche perchè allora il Trentino e l'Alto Adige erano ancora austriaci. Limone offre al turista un ottimo comprensorio sciistico con piste molto ben preparate. E' facilmente raggiungibile sia dai piemontesi della provincia di Cuneo sia dai liguri di Ventimiglia e dai francesi della Costa Azzurra. Si scia in diverse aree del comprensorio: Limone 1400, Limonetto, Cross, Maneggio e Colle di Tenda con piste di diversa difficoltà e con la bella pista Olimpica: 4 chilometri tutti da provare. Per gli amanti del fondo ci si deve spostare in località Vernante (7Km) o in località Panice (3Km).
Alpi Liguri
  La Val Vermenagna segna il confine tra le Alpi Liguri e le Marittime anche dal punto di vista geologico: i calcari e lo dolomie del gruppo del Marguareis lasciano il posto, a ovest del colle di Tenda, agli gneiss e ai graniti del massiccio dell'Argentera, che danno luogo alle montagne della Valle Gesso e a quelle del fianco destro idrografico della Valle Stura. Si tratta nel complesso di rocce compatte e resistenti all'erosione. Vi sono però delle eccezioni: le cime dell'Argentera e del Matto sono costituite da gneiss listati, cosiddetti perchè presentano strati di minerali chiari e scuri alternati tra loro, che rendono la roccia relativamente sfaldabile. Il torrione del Corno Stella è invece composto da Limone Piemonte compattissimi gneiss granitoidi. Tra gli gneiss affiorano anche masse granitiche, per esempio nel gruppo dei Profouns. Si tratta di un granito a grana piuttosto fine, che origina pareti verticali solcate da fessure e spuntoni che emergono da enormi distese di massi. A nord dell'Argentera proseguono le rocce sedimentarie che si ritrovano lungo tutto l'arco alpino occidentale, nella fascia compresa tra i massicci cristallini esterni (Argentera, Pelvoux, Belledonne, Monte Bianco e Aiguilles Rouges) e interni (Gran Paradiso e Monte Rosa). Si tratta delle dorsali che separano la bassa Valle Gesso dalla Val Vermenagna e dalla bassa Valle Stura e dei rilievi del fianco sinistro idrografico della Valle Stura. In quest'ultima Alpi Marittime e Cozie si fronteggiano con un notevole contrasto: da un lato rocce scure del massiccio cristallino dell'Argentera; dall'altro i calcari delle Cozie meridionali, che formano ampie pareti di roccia chiara, come quelle del Nebius e del Bersaio, che dominano l'abitato di Sambuco.